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Politica
Gioia Tauro-Il sindaco Giorgio Dal Torrione: faremo ricorso al Tar ed al Consiglio di Stato
Gioia Tauro (RC): 24/04/2008
Nei mesi scorsi, il 18 dicembre 2007, la Prefettura di Reggio Calabria, diretta dal dottor Franco Musolino aveva avviato la Commissione d’Accesso. Il primo cittadino era alla seconda legislatura, dopo aver battuto il candidato del centrosinistra Giuseppe Luppino (Udeur). Il civico consesso gioitano era stato sciolto la prima volta nel 1991, allora diretto dal sindaco, Giuseppe Strangi (PRI)
Gioia Tauro-Il sindaco Giorgio Dal Torrione:faremo ricorso al Tar ed al Consiglio di Stato

GIOIA TAURO- TERREMOTO POLITICO AMMINISTRATIVO GIUDIZIARIO DEL 10° GRADO DELLA SCALA RICHTER A “PALAZZO SANT’IPPOLITO”: SCIOLTO PER MAFIA IL CONSIGLIO COMUNALE. IL SINDACO GIORGIO DAL TORRIONE (UDC) “TUONA”: FAREMO RICORSO AL TAR ED AL CONSIGLIO DI STATO

Il Decreto di scioglimento è stato deciso dal sottoscritto dal ministro degl’interni Giuliano Amato e firmato dal presidente della repubblica Giorgio Napoletano. A febbraio 2008, il sindaco era stato inserito dalla Dda di Reggio Calabria, nel registro degl’indagati assieme ad altri sindaci, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. La notizia è stata comunicata allo stesso primo cittadino direttamente dal Prefetto. Alle ultime politiche il Pdl ha ottenuto l’80% dei voti

Domenico Salvatore

Gioia Tauro - Sciolto il consiglio comunale di Gioia Tauro, per infiltrazioni mafiose. Un fulmine a ciel sereno? Forse, ma non troppo, visto che la Commissione d’Accesso prefettizia ci stava lavorando da alcuni mesi e considerato pure, che lo stesso sindaco Giorgio Dal Torrione ed il suo vice Rosario Schiavone, figurasse assieme ad altri primi cittadini della zona, (Carlo Martelli di Rosario, Francesco Barbieri di San Ferdinando) nello speciale elenco degli indagati della Dda di Reggio Calabria, con la pesante accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Nei mesi scorsi, il 18 dicembre 2007, la Prefettura di Reggio Calabria, diretta dal dottor Franco Musolino aveva avviato la Commissione d’Accesso. Ci sono anche i rapporti di Polizia e Carabinieri? Il primo cittadino era alla seconda legislatura, dopo aver battuto il candidato del centrosinistra Giuseppe Luppino (Udeur). Il civico consesso gioitano era stato sciolto la prima volta nel 1991, allora diretto dal sindaco, Giuseppe Strangi (PRI). Il Decreto di scioglimento è stato sottoscritto dal ministro degl’interni Giuliano Amato e firmato dal presidente della repubblica Giorgio Napoletano.

A febbraio 2008, il sindaco era stato inserito dalla Dda di Reggio Calabria, nel registro degl’indagati assieme ad altri sindaci, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. La notizia è stata comunicata allo stesso primo cittadino direttamente dal Prefetto. Alle ultime politiche il Pdl ha ottenuto l’80% dei voti. Giova ricordare che il sindaco Giorgio Dal Torrione abbia ritirato nei mesi scorsi, le deleghe agli assessori; e conferito la carica a persone esterne a Palazzo San’Ippolito. Dal Torrione, “tuona”:” Ma guarda tu che combinazione, quelli del centro-sinistra, ci sciolgono il consiglio comunale, prima di andarsene a casa. Battuti dal centro-destra. Uno scioglimento ad orologeria. Non ci sto. Faremo ricorso al Tar e se sarà necessario al Consiglio di Stato. E’ una macchia che la città non merita. Anche perché non è vero. Abbiamo lavorato sempre con trasparenza, legalità e rigore morale degli atti pubblici. Gioia Tauro, non potrebbe sopportare quest’onta, in un momento così importante per lo sviluppo socioeconomico, politico e culturale della città e del territorio.”

Chi avrà ragione? La Prefettura che carte alla mano afferma di aver esperito tutte le procedure e le formalità e di aver riscontrato forti, chiare ed inequivocabili infiltrazioni della ‘ndrangheta; e di conseguenza di aver dovuto procedere allo scioglimento del consiglio comunale; anche perché, sic stantibus rebus, vengono meno le garanzie di libertà e di democrazia? Oppure il sindaco Giorgio Dal Torrione (al secondo mandato), che ritiene di aver sempre e comunque tenuto alla larga da Palazzo Sant’Ippolito, le organizzazioni mafiose e di aver amministrato con trasparenza e legalità? Ai posteri l’ardua sentenza! Ci sono comunque le prime reazioni in città e nell’hinterland. Gioia Tauro s’interroga sul “perché” di questa nuova tegola caduta sul capo della città. S’intrecciano i commenti nel centro storico, nelle periferie e nelle banlieu. Mentre il consigliere dell’opposizione Donato Dal bis (Pd) si limita a ribadire la gravità della cosa. Il suo collega Domenico Corio (Pd) è più secco e manifesta piena e totale fiducia in quanti hanno operato per quattro mesi, alla verifica e controllo alla ricerca di colpe e responsabilità. L’Ufficio tecnico ed il Dipartimento delle Finanze i più controllati.

Giorgio Dal Torrione era stato eletto sindaco la prima volta nel 2001, quando era riuscito a battere clamorosamente l’antagonista del centro-sinistra Aldo Alessio. Nel 2006 aveva stravinto travolgendo i quattro candidati a sindaco. Ai giornalisti ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo, ma ha dichiarato pure che prima vuole leggere le carte e capire le motivazioni, quindi sarà dato mandato ad un collegio di avocati perché valutino bene tutta la vicenda. Infine verrà presa la decisione. Nei prossimi giorni tuttavia s’insedieranno i Commissari Prefettizi, nominati dal Prefetto, che dovranno gestire la “cosa pubblica gioitana”, sino alle prossime consultazioni elettorali per l’elezione del sindaco e del nuovo consiglio comunale. Dal Torrione, non si muoveva senza chiedere lumi e consigli al leader nazionale dello Scudo Crociato Pierferdinando Casini ed al segretario nazionale Lorenzo Cesa. L’ex primo cittadino era a capo di un Governo di centrodestra dal maggio del 2006.

Dal Torrione era stato invischiato, con regolare avviso di garanzia, assieme ad altri sindaci dell’area nella vicenda di Gioacchino Piromalli, condannato dal Tribunale di Palmi, per associazione a delinquere di stampo mafioso, al risarcimento civile di dieci milioni di euri nei confronti dei comuni di Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosario. Gioia Tauro, come tutti sanno è sede del mega-porto che secondo la relazione annuale del presidente della commissione parlamentare antimafia, Francesco Forgione, sarebbe in mano alle cosche della zona: i Piromalli-Molè ed i Pesce-Bellocco, che lo controllano direttamente ed indirettamente. Anche lì ha lavorato una Commissione d’Accesso.

Domenico Salvatore

Commenti
1. inviato da: Lucio | 30/08/2008 08:45 | trecanali.forumup.it

Si dice "gioiese" non "gioitano"



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